Il Paradiso delle Signore chiude: la conferma del produttore

Il Paradiso delle Signore chiude. Nonostante gli appelli, le petizioni e le continue richieste da parte dei fan della serie tv di Raiuno di salvare la soap (che per due anni è andata in onda in prima serata), la Rai avrebbe preso la sua decisione. La tv di Stato non ha ancora comunicato nulla, ma a rivelare che il set non riaprirà stato Giannandrea Pecorelli, produttore di Aurora Tv, la casa di produzione che ha prodotto la fiction.

“Con tutto il cast, vogliamo ringraziare gli spettatori che ci seguono con sempre crescente interesse e attenzione non solo il pomeriggio su Rai Uno ma sulle varie piattaforme Rai e in tutto il mondo, grazie a Rai Italia”, ha detto il produttore in occasione della chiusura del set della serie, avvenuto la settimana scorsa.

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“Il gradimento del pubblico aumenta il dispiacere per la chiusura di una serie che offre alla Rai un’altissima redditività ad un costo bassissimo che avrebbe potuto tornare ad essere trasmessa con successo anche nel prime time”. Con queste parole, Pecorelli dà per certa la chiusura della serie, le cui puntate già registrate andranno in onda fino a metà maggio.

Una chiusura di cui si vociferava da tempo, ma che colpisce se si guarda alla crescita di ascolti ottenuta da settembre ad oggi: il 19 marzo scorso la serie ha registrato un altro record di ascolti, con 1,8 milioni di telespettatori ed il 16,5% di share.

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Nonostante questo, la serie è risultata essere troppo costosa per la Rai: la stagione daily è costata 23 milioni di euro, 75% dei quali dalla Rai, per un totale di 7.200 minuti di girato in onda in 180 puntate. Uno sforzo produttivo che ha coinvolto 300 persone tra autori e tecnici ed oltre 30 attori.

“La chiusura”, conclude il produttore, “oltre a togliere il lavoro a centinaia di persone che si erano dedicate con passione a a questa produzione unica in Italia, che prevedeva la realizzazione ogni giorno di puntate di 40 minuti, provoca un grave danno economico in quanto vengono perse le spese sostenute per avviare importanti strutture produttive”.

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