Storie Maledette e il web che rovina Franca Leosini

Franca Leosini è talmente amata sui social che a non parlarne bene si rischia di farsi odiare dall’intero web. Eppure la puntata di Storie Maledette di ieri, 11 marzo 2018, dedicata all’omicidio di Sarah Scazzi, ci ha fatto storcere il naso. Il caso era uno di quelli più importanti e sentiti dal pubblico degli ultimi anni; la protagonista dell’intervista, Sabrina Misseri, uno dei volti più odiati e criticati. Per questo confezionare un programma perfetto, a misura di spettatore, sarebbe stato facilissimo. Ma non tutto è andato per il verso giusto.

La Leosini, si sa, ha il proprio stile da sempre: infarcisce le domande e le letture delle sentenze con citazioni e parole ad effetto che spesso non vengono colte o capite dall’intervistato e commenta i fatti con sarcasmo, ma, pur seguendo il suo (enorme) copione, si è sempre mostrata piuttosto disponibile ad un “confronto”, dando spazio a chi si trovava di fronte. Cosa non avvenuta ieri sera.

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Quello che è andato in onda ieri sera è stato un monologo confezionato ad arte solo per i fan “sfegatati” di Franca Leosini. Non un’intervista, non un confronto, non un colloquio tra due parti, da cui potevano emergere novità o lati non ancora sviscerati dell’accusato. Sabrina Misseri, a tratti, era come se non esistesse, tanto non poteva dare la propria versione dei fatti. Basandosi esclusivamente sulla sentenza di condanna e su fatti da lei stessa dedotti, la Leosini è andata dritta per la propria strada, autocompiacendosi della propria sceneggiatura.

Quanto la Misseri ha tentato di spiegare, ad esempio, perché lei e Ivano Russo non fossero andati “fino in fondo” la sera in cui si erano appartati, la giornalista ha ignorato completamente quanto le veniva detto, continuando ad affondare il coltello nella piaga: “Lei è stata umiliata, Sabrina“. Questa era la verità della Leosini, quindi assoluta.

Credeteci, di puntate di Storie Maledette ne abbiamo viste in quantità e mai era accaduto prima che l’intervistato non avesse il minimo spazio, le sue parole rimanessero totalmente inascoltate e la Leosini si limitasse ad un monologo autocelebrativo. Ieri, dopo che Storie Maledette si è guadagnato la prima serata, è accaduto. Il web era pronto ad osannare la giornalista e i canali social del programma si erano già preparati immagini e citazioni da mandare in onda, come accade con qualsiasi programma di bassa lega.

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Stavolta però stiamo parlando di un programma d’inchiesta, di approfondimento giornalistico, di un’intervista di interesse pubblico. Parliamo di un omicidio; di una ragazzina di 15 anni che è stata uccisa in modo terribile; di due persone condannate all’ergastolo. Non siamo a Uomini e donne. Stavolta il web, senza però averne la colpa, ha fatto un disastro e qualcuno si è lasciato “rovinare”.

CircaDebora Marighetti
Sono una giornalista che si occupa, per passione e professione, di tv e spettacolo dal 2006. Ho collaborato con Blogo, in particolare con Tvblog.it, dal 2006 al 2012, occupandomi di news, critiche, recensioni su telefilm, varietà, game show, reality show e molto altro. Sono apparsa sporadicamente su Traveblog.it. Ho gestito il magazine musicale di Dada tra il 2009 e il 2010 e collaborato, negli anni e senza continuità, con svariati blog e settimanali. Dal 2012 sono editor di Ascolti Tv Blog.

1 Commento su Storie Maledette e il web che rovina Franca Leosini

  1. Dama // 12/03/2018 a 11:13 //

    Pienamente d’accordo. Ho visto il processo a “Un giorno in Pretura” e sono rimasta basita. Due ergastoli senza uno straccio di prova, solo maldicenze al vetriolo di paesani, per quanto riguarda Cosima poi vista da un testimone in un “sogno”, peraltro pure ritrattato. La principale accusatrice, una maldicente di paese che avrebbe detto qualsiasi cosa pur di andare ospite in televisione ha sulla coscienza la condanna di queste innocenti. La mattina questa testimone si lamentava che Sarah era triste e non le parlava, dimenticando di riferire che Sarah non la sopportava perchè lei aveva sparlato pesantemente del padre.I testimoni che avevano visto la ragazza verso le 14,30 sono stati convinti dalla procura ad anticipare l’ orario. Potrei continuare ma invito a vedere il processo. Ancora non mi spiego questa condanna. Evidentemente in Italia basta essere antipatici per beccarsi l’ergastolo. Solo in un momento la Leosini instilla il dubbio. Possibile che le telefonate e i messaggi li avesse mandati tutti Sabrina? Per me impossibile, c’erano nell’intervallo di tempo degli altri messaggi con delle clienti che non sono stati menzionati. Sabrina avrebbe dovuto uccidere la cugina contemporaneamente messaggiando e facendo squilli da 2 cellulari. Impossibile.

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