Le ragazze, la seconda puntata del 20 aprile 2024

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Le ragazze son tornate: l’edizione 2024 del programma di Raitre prodotto da Pesci Combattenti per Rai Cultura è giunto alla nona edizione, in onda da sabato 13 aprile alle 21:45 con quattro nuove puntate, sempre dedicate alle storie di figure femminili che hanno contribuito, nelle rispettive generazioni, a creare dei punti di svolta.

A condurre, per il secondo anno consecutivo, c’è Francesca Fialdini, che in ogni puntata introduce le storie di cinque donne di diverse generazioni, che raccontano la loro vita. Come sempre, si parte con la decana della puntata.

I racconti personali hanno sullo sfondo la storia del Paese e illuminano eventi che hanno riguardato tutti noi. Ogni racconto de Le Ragazze viene arricchito dall’archivio privato delle protagoniste e dai preziosi materiali delle Teche Rai, oltre che da una colonna sonora scelta ad hoc per ogni epoca.

Inoltre, il programma apre le porte ad uno sguardo maschile, accogliendo un personaggio del mondo della cultura con il quale rileggere insieme le storie appena viste, per un confronto sempre più necessario sulla parità di genere.

Le Ragazze, puntata 20 aprile 2024

Nella seconda puntata di sabato 20 aprile ad aprire sarà come di consuetudine la decana, una Ragazza degli anni ‘50: Mira Micozzi, classe 1937. Mira, nata nel cuore di Roma, vicino al Pantheon, a 7 anni perde il padre, il partigiano Emidio Micozzi: è uno dei 335 martiri delle Fosse Ardeatine, l’eccidio nazista del 24 marzo 1944. Dopo la guerra, sua madre Bianca, rimasta senza alcuna risorsa, si affida all’iniziativa dei Treni della Felicità e manda Mira e suo fratello Dante a Carpi, in provincia di Modena, dove migliaia di bambini in gravi difficoltà vengono accuditi e sfamati dalle famiglie contadine della Pianura Padana. Quando torna a Roma, Mira decide di lasciare la scuola e si rimbocca le maniche per trovare lavoro pur di portare a casa un po’ di soldi: dalla commessa alla benzinaia, diventando infine parrucchiera. Mira impara, cresce e diventa una donna forte e sicura di sé, capace di portare avanti la famiglia e crescere i propri figli anche dopo la fine del suo matrimonio. 80 anni dopo l’eccidio delle Fosse Ardeatine, anche questo 24 marzo ha portato ancora una volta i fiori sulla tomba del padre Emidio.

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Sarà poi la volta di due Ragazze degli anni ‘80. Poetessa, scrittrice, giornalista, Maria Grazia Calandrone, finalista al Premio Strega 2023, è oggi una delle figure di maggior rilievo nella poesia e nella narrativa del nostro tempo. Maria Grazia è figlia di un adulterio: i genitori, Lucia e Giuseppe, sono amanti clandestini di un piccolo paese del Molise quando ancora non c’è il divorzio e l’abbandono del tetto coniugale è un reato. La coppia fugge prima a Milano e poi a Roma dove mette in atto il progetto di abbandonare la bambina di soli otto mesi a Villa Borghese e di annegarsi nelle acque del Tevere. Maria Grazia verrà ritrovata da un passante e in seguito ad una gara di solidarietà sarà adottata da Giacomo Calandrone, dirigente comunista, e da sua moglie Consolazione.

A intrecciarsi al racconto di Maria Grazia Calandrone è la storia di Paola Dee, nome d’arte di Paola Di Francescantonio, nata a Foggia, figlia di un impiegato della USL e di un’insegnante di francese. Dopo un’infanzia turbolenta a causa del rapporto conflittuale dei suoi genitori, che si separeranno quando lei ha solo 12 anni, Paola trova rifugio nella TV e negli show di Raffaella Carrà. Dopo il liceo si trasferisce a Roma per studiare Psicologia e proprio in questi anni presso al circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli” si ritrova a fare, suo malgrado, la DJ. Ha inizio così l’era del Mucca Assassina, le serate romane della movida gay di cui Paola è la regina indiscussa.

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Seguono due Ragazze degli anni ‘70. Teresa De Sio nasce a Napoli, la sua famiglia si trasferisce molto presto a Cava de’ Tirreni dove trascorre l’infanzia, qui inizia a studiare danza classica presso la succursale del San Carlo di Napoli. È una donna curiosa, indomabile, assetata di vita, lascia la danza classica e inizia a studiare recitazione in una compagnia di Salerno. Nel ’76 arriva l’incontro che le cambia la vita: una sera, mentre è a cena al ristorante, Eugenio Bennato la sente cantare con gli amici e la vuole nel suo gruppo, e da lì ha inizio la sua carriera di cantante. Vanta collaborazioni straordinarie, tra cui quelle con Brian Eno e Fabrizio De Andrè e i suoi successi come “Voglia ‘e turnà”, “Aumm aumm” e “Pianoforte e voce” diventano immortali.

La sua storia è intrecciata con quella di Maria Luisa Franchi, un’interprete LIS, la lingua dei segni italiana. Bilingue fin dalla nascita a causa della sordità del padre, cresce di fatto in una famiglia “segnante”. Questo vivere tra due culture, o meglio tra due mondi porta Maria Luisa ad approfondire con dedizione e caparbietà la lingua dei segni. È stata l’interprete che ha inaugurato la nascita del Tg1 LIS il 6 giugno 1994, ha tradotto discorsi di Papa Giovanni Paolo II, l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e presso la Camera dei deputati, ricevendo diversi premi e riconoscimenti. In questa puntata Francesca Fialdini incontrerà anche lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini.

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