Sanremo 2020, la scenografia

Uno degli aspetti più curiosi di ogni Festival di Sanremo è la scenografia, che come sappiamo cambia tutti gli anni. Per l’edizione 2020, in onda dal 4 all’8 febbraio, è stato chiamato Gaetano Castelli, alla sua dodicesima esperienza al Festival della Canzone Italiana, a cui mancava da otto anni.

Un omaggio al passato, la sua scenografia, che ammicca a Broadway e guarda al futuro: “La mia scelta”, ha detto, “è stata quella di eliminare completamente le automazioni, sostituendole con elementi scenografici volumetrici progettati in modo da dilatare lo spazio scenico e acquisire la maggiore profondità possibile. E in questo spazio faccio ‘danzare’ la luce”.

La scala viene ridotta, ma non eliminata, mentre l’orchestra torna nel golfo mistico. In particolare, la scenografia di Castelli gioca sull’integrazione con gli apparati audio e video: “I principali, i fondali e le quinte contengono, all’interno, apparati video e sceno-luminosi che, per la prima volta, sono completamente integrati con le luci del direttore della fotografia Mario Catapano. La scena acquista dinamismo grazie alle sue forme sinuose, agli
accorgimenti prospettici e alla sincronia con il ritmo musicale di tutti gli effetti luminosi e grafici,
personalizzati per ogni artista e sottolineati dal dinamismo della ripresa firmata da Stefano Vicario”
.

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