La Grande Bellezza e il Grande Dolore

E’ successo l’imprevisto più prevedibile che ci sia: l’interruzione dell’inizio del Festival di Sanremo 2014. Mentre Fabio Fazio parlava della grande Bellezza (violata vituperata violentata perchè questo è il nostro Paese, un coacervo di meraviglia preso a sberle senza soluzione di continuità) si affaccia (letteralmente, dalla balaustra, intendo) il grande Dolore.

Il dolore di chi non ha lavoro, di chi, perdendolo, smarrisce identità e dignità. Di chi si vergogna di vivere e di guardare negli occhi gli amori della propria vita, cui non si può più provvedere perché privati dello stipendio da 16 mesi senza soluzione di continuità.

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Di chi arriva ad uccidersi perchè messo in ginocchio da ciò che è disgustosamente legale. Chi per causa altrui si perde nel buio bosco dell’esistenza non può che piangere e urlare e strepitare.

Chiedo venia perché non si confà ad una signora per bene, ma anche io vorrei a prender a calci nelle terga un mondo, il nostro, che assiste con altero distacco allo scempio della dignità dei più. Non c’è Bellezza senza dignità: c’è solo il Nulla. E perdonate se queste parole dette da una signora un po’ agè rischiano di suonarvi retoriche, ma come dice una mia partener di burraco di romane origini…”quanno ce vo’ ce vo’“.

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