La Casa di Carta Corea, di chi è la maschera?

Se siete appassionati de La Casa di Carta, sicuramente avete atteso con curiosità il suo remake sudcoreano, che Netflix -distributore della serie originale- ha ordinato e deciso di pubblicare a pochi mesi di distanza dalla conclusione della versione spagnola. La Casa di Carta Corea, disponibile da venerdì 24 giugno 2022 con la Parte 1 (e quindi i primi sei episodi, gli altri sei usciranno prossimamente), ha molto in comune con la serie da cui deriva, ma mostra anche delle differenze.

Tra queste, la presenza di una maschera utilizzata dalla banda di rapinatori che non è la stessa usata dai personaggi spagnoli. Se nella versione originale, infatti, i protagonisti indossavano la maschera di Salvador Dalì (a citazione del film “V per vendetta”), ne La Casa di Carta Corea i protagonisti indossano la maschera yangban.

Cosa vuol dire maschera yangban? E’ una maschera che oggi viene usata nella danza tradizionale, che fa riferimento alla classe sociale degli yangban, la più importante in Corea durante la dinastia Joseon (1392-1910). La parola significa “due classi”, proprio perché era composta sia da civili che da militari, fino a comprendere tutta la classe dei proprietari terrieri.

Gli yangban erano molto attenti a custodire le pratiche della tradizione letteraria, artistica e sociale, dedicandosi a varie attività. Il loro prestigio venne via via a sgretolarsi tra il XIX ed il XX secolo.

Oggi, ci sono ancora alcune famiglie che vantano di avere legami con la classe dei yangban. Se in Corea del Sud questo legame è dimostrato dalle classi più alte ed elitarie tramite parentele e frequentazioni di scuole, in Corea del Nord si basa sulle alleanze strategiche.

Come detto, la figura degli yangban compare anche nelle danze in maschera, che vediamo appunto ne La Casa di Carta Corea. In questo caso, però, la maschera vuole essere un’accusa contro le classi nobili, considerate corrotte ed incompetenti.

Si capisce perché la serie sudcoreana abbia scelto questa maschera: i protagonisti entrano nella Zecca coreana (la serie è ambientata in un futuro in cui Corea del Nord e del Sud si uniscono a partire da una moneta unica) con l’obiettivo di denunciare le diseguaglianze generate dal capitalismo e come i poveri restino sempre tali a scapito dei ricchi.

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