Il Borgo dei Borghi 2022, partecipanti, classifica e vincitore

UPDATE 18/04 Il Comune vincitore di questa edizione è Soave (Verona). Al secondo posto Millesimo (Savona), al terzo Castelfranco Piandiscò (Arezzo.

Torna su Raitre l’appuntamento con Il Borgo dei Borghi 2022, la serata che, domenica 17 aprile 2022 alle 21:20, chiude questa edizione dell’iniziativa con cui il programma Kilimangiaro e l’associazione Borghi d’Italia vogliono promuovere e valorizzare i piccoli Comuni più belli del nostro Paese.

Ogni edizione porta in finale venti borghi, uno per ogni regione italiana. Dopo aver dato al pubblico da casa, dal 13 marzo al 3 aprile, la possibilità di esprimere il proprio voto online, è giunto il momento di scoprire chi ha ottenuto più voti.

A condurre la serata Camila Raznovich, conduttrice anche della versione domenicale di Kilimangiaro, durante cui sono stati presentati i borghi finalisti di questa edizione. Con lei, la giuria di esperti composta da Rosanna Marziale, chef stellata e divulgatrice enogastronomica in tv e sul web, Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico, saggista e accademico italiano e Jacopo Veneziani, storico dell’arte specializzato alla Sorbona di Parigi.

Ma quali sono i Comuni partecipanti ad Il Borgo dei Borghi 2022: eccoli!

Navelli (L’aquila) – (Abruzzo)
Situato all’estremità delle propaggini sud-orientali del massiccio del Gran Sasso d’Italia, su di un colle. Si adagia come una piramide di case e viuzze color della pietra sul vasto altopiano al quale dà il nome, “Piana di Navelli”, tra la conca dell’Aquila e quella di Sulmona ed è attraversata dal tratturo magno L’Aquila-Foggia, che convogliava le greggi provenienti dai massicci del Gran Sasso, di parte del Sirente e della Majella ai vasti pascoli del Tavoliere delle Puglie. VI sec. a.C., primi insediamenti ad opera dei Vestini; nell’area sotto l’odierno abitato sorgeva il vicus Incerulae. 787, prima menzione della chiesa di Cerule, l’attuale Santa Maria in Cerulis, nel Chronicon Vulturnense, il registro delle rendite e dei doni.

Pietragalla (Potenza) – (Basilicata)
Il borgo è Situato a soli 20 km ad est del capoluogo di regione, Potenza, a cavallo tra l’Appenino lucano e le colline della zona bradanica. In particolare, il centro è costruito su un ripiano terrazzato, a 839 m s.l.m., sul versante sinistro del torrente Cancellara. In tutto il territorio è possibile notare la caratteristica pietra arenaria dal colore giallo paglierino (che darebbe il nome al Comune), chiamata lu’ tufè dagli abitanti. La prima menzione di Pietragalla in un documento ufficiale risale all’anno 1118 e si trova precisamente nel catalogo dei Baroni. Lì si dice che apparteneva alla contea normanna di Tricarico.

Oriolo (Cosenza) – (Calabria)
La strada 481 che da Oriolo, seguendo il corso del Ferro, porta alla Statale 106 Jonica, attraversa un paesaggio molto bello che ricorda la Grecia, come tutta questa zona interna della Calabria. Un paesaggio collinare dove campi di grano e frumento si alternano a uliveti e noceti. Il borgo antico sorge su uno sperone di arenaria cementata e massiccia. Domina la valle del Ferro, solcata dall’omonimo fiume, una volta noto come fiume Acalandro. Dapprima fu feudo dei Sanseverino da Salerno, poi, nel XVI secolo, divenne marchesato dei Pignone del Carretto: il loro stemma con le cinque pigne sovrasta l’ingresso della fortezza, eretta prima del 1221, anno in cui – riportano le cronache – è già un possedimento di Federico II di Svevia.

Sant’Agata Sui Due Golfi (Napoli) – (Campania)
Situata nella penisola sorrentina, deve il suo nome alla posizione in cui si trova, fra i golfi di Napoli e di Salerno. I “Due Golfi” possono essere osservati dal Monastero delle Monache Benedettine sito sulla collina “Il Deserto”, che si trova nelle immediate vicinanze del centro santagatese e che domina la cittadina di Sorrento. Sant’Agata è sita alle pendici dei Monti Lattari e piuttosto vicina alla Costiera amalfitana. I primi abitanti del luogo furono dei coloni greci che qui edificarono una necropoli, in un luogo attualmente chiamato impropriamente “Deserto” (nome che i Carmelitani scalzi davano ai propri eremi).

Compiano (Parma) – (Emilia-Romagna)
Situato in un luogo strategico tra Liguria e Toscana, tra l’Appennino parmense nell’Alta Valtaro, sulla sinistra del fiume Taro, tra stretti vicoli lastricati in pietra di fiume dove si affacciano le case con i tetti in ardesia, completamente circondato dall’antica cinta muraria, strettamente legato al suo Castello che lo domina. Tra boschi, nelle ricca vegetazione, troviamo il fungo porcino IGP servito nel territorio in tanti diversi e buonissimi piatti della tradizione locale.

Clauiano (Udine) – (Friuli-Venezia Giulia)
Frazione del comune di Trivignano Udinese, con un paesaggio rurale contadino da togliere il fiato, incastonato nella campagna friulana con strette vie e portali che impreziosiscono le facciate fronte strada delle case. Il borgo ha mantenuto nel tempo l’originaria pianta medievale con le case costruite con pietre e sassi di fiume spezzato abbellite da eleganti portoni contornati da pietre bianche con ampi portici, tipiche costruzioni friulane con la fronte principale sulla strada e una corte interna.

Ventotene (Latina) – (Lazio)
Ventotene e Santo Stefano, ultimo residuo di un vulcano esploso tra 0,81 e 0,2 milioni di anni fa, sono due piccole isole, 124 e 27 ettari, che distano dalla costa 26 miglia. Le dimensioni ridotte hanno permesso a queste due piccole isole di conservare la loro natura selvaggia, caratterizzata dalla presenza di macchia mediterranea, seppure in parte alterata dalla presenza antropica. Ventotene è stata disabitata per molto tempo. L’assenza di acqua potabile e la mancanza di un porto naturale tennero i Romani lontani dall’isola, che preferirono colonizzare la vicina Ponza. Il destino di Ventotene cambia quando, nel 2 a.C., Cesare Augusto decide di esiliare sua figlia Giulia e sceglie proprio Ventotene.

Millesimo (Savona) – (Liguria)
Sull’antica via romana tra i vigneti delle Langhe e il mare, grazie alla sua posizione geografica di “cerniera” tra la costa e l’entroterra padano, Millesimo ha visto un importante sviluppo economico e industriale insieme a tutta la Val Bormida, di cui ne fa parte. Caratteristico il centro storico a forma triangolare. Nel territorio comunale è presente e preservato un sito di interesse comunitario per il suo particolare aspetto naturale, faunistico e geologico, collocato nell’area boschiva del Bric Tana dove sono presenti anfratti, doline e grotte in cui sono state ritrovate testimonianze preistoriche.

Tremezzo (Como) – (Lombardia)
Frazione del comune di Tremezzina (dieci in tutto), sulla riva ovest del lago di Como, a metà strada tra la Pianura Padana e il valico del Canton Grigioni. Il borgo ha dato il nome alla “Riviera della tremezzina” o “Riviera delle azalee”, definito anche “il borgo dei giardini”, considerato come luogo di eterna primavera tra vicoli, pietra, ville storiche (come Villa Carlotta che conserva tra le preziose opere, sculture di Antonio Canova e pitture di Francesco Hayez), piante tradizionali ed esotiche, giardini all’italiana tardo-rinascimentali suddivisi geometricamente.

Pergola (Pesaro-Urbino) – (Marche)
Situato su un’ampia terrazza al confluire del fiume Cesano con il Cinisco, che domina la valle sino al mare, tra colline e casolari, distese di vigneti e boschi scorgendo da lontano il profilo del monte Catria, ai cui piedi si fermò Dante. La presenza di numerose chiese gli ha attribuito il soprannome di “Pergoletta Santa” o “Città dalle cento chiese”. Le strette vie con porte rialzate ad arco acuto, definite “porte del morto”, così anguste da permettere il passo a una sola persona, che avevano scopo prettamente difensivo. Imperdibili all’interno del Museo del borgo i “Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola”, unico esemplare al mondo di gruppo bronzeo dorato d’epoca romana.

Riccia (Campobasso) – (Molise)
Riccia è il centro più importante della valle del Fortore, posto sul versante di una collina, in un paesaggio segnato da campi di grano, oliveti e dal verde del bosco di faggi, frassini e cerri, in località Mazzocca. Recenti studi condotti sul territorio hanno evidenziato come il suolo riccese fosse abitato già in epoca sannita. Riccia avrebbe avuto origine da una colonia romana stabilitasi sul territorio in conseguenza della legge sillana. Con la conquista angioina nel XII secolo, Riccia divenne importante avamposto medievale, con la costruzione del castello sopra la vecchia fortificazione sannita.

Varallo (Vercelli) – (Piemonte)
Sorge in una conca dominata dal Sacro Monte, il più antico dei Sacri Monti italiani, patrimonio mondiale dell’UNESCO, con un paesaggio variegato che comprende le alte quote come la Massa Del Turlo e zone più pianeggianti e basse che corrono lungo l’area del fiume Sesia, diviso in due parti dal torrente Mastallone. Il borgo viene definito “il cuore della Valsesia”, la sua capitale, per la presenza di monumenti dall’importante valore religioso, culturale e artistico. Ha un impianto urbanistico settecentesco con un centro storico che ha conservato il carattere commerciale di un tempo.

Vico Del Gargano (Foggia) – (Puglia)
Sorge nella parte nord-orientale del Promontorio del Gargano. Il territorio presenta un’escursione altimetrica accentuata (da 0 a 782 m s.l.m.), dalle alture submontane della Foresta Umbra, alle spiagge di San Menaio e Calenella. Il paesaggio nell’interno è tipico del bosco di faggi e di abeti, lungo la costa sono presenti foreste di pini d’Aleppo (Pineta Marzini). Diffusi uliveti secolari e agrumaie mediante terrazzamenti sulla costa. La geologia è carsica con numerose grotte anche marine. Vico del Gargano costituisce il cuore del Parco nazionale del Gargano comprendendo nel suo territorio la maggior parte della Foresta Umbra.

Cabras (Oristano) – (Sardegna)
Fulcro della splendida penisola del Sinis, che conserva monumenti secolari e un’infinita ricchezza naturalistica, tra spiagge incantevoli e stagni pescosi. Nei circa 40 chilometri di costa sulla quale si affaccia Cabras, sorge l’area marina protetta della penisola del Sinis, che si estende fra la baia di Is Arenas e il golfo di Oristano, comprendendo l’isola di Mal di Ventre e l’isolotto del Catalano, che nei loro fondali nascondono antichi relitti. Paese di origini antichissime, Cabras conserva alcune testimonianze del Neolitico, come il villaggio di Cuccuru is Arrius

Sutera (Caltanissetta) – (Sicilia)
è un paesino arroccato su una rupe nell’entroterra di Caltanissetta. Chiamato “il balcone della Sicilia” per la sua estesissima vista, offre un panorama meraviglioso che va dall’Etna fino al golfo di Agrigento. Si tratta di un borgo medievale composto da tre quartieri: Rabato, Rabatello e Giardiniello. Dista dal mare una quarantina di chilometri e si trova sul percorso della Via Francigena. Sebbene il centro storico testimoni con la sua pianta la struttura tipica dei borghi medievali, l’origine di Sutera è molto antica. Il quartiere Ràbato avrebbe, infatti, origini arabe e risalirebbe all’860 d.C.

Castelfranco Piandiscò (Arezzo) – (Toscana)
In un paesaggio ricco di vigneti, oliveti e boschi con case coloniche, fattorie e pievi romaniche incontriamo lungo l’antica Strada dei Sette Ponti, tra l’Arno e le pendici del Pratomagno, Castelfranco di Sopra e Pian di Scò fusi in un unico comune, Castelfranco Piandiscò, il 1^ gennaio 2014. Un territorio pieno di storia e affreschi ma particolarmente affascinante per le sue Balze dell’Acqua Zolfina: la natura geologica dell’area ha permesso nei secoli la formazione di particolari forme di erosione tanto da costituire una morfologia caratteristica di notevole interesse paesaggistico ed ambientale.

Levico Terme (Trento) – (Trentino-Alto Adige)
Situato nel punto più alto del fondovalle della Valsugana a 520 metri sul livello del mare con i suoi sei rioni. Famose sono le sue Terme con acque arsenicali-ferruginose uniche nel mondo per la loro alta concentrazione di sali. Importanti le sue fortificazioni austro-ungariche costruite a difesa del confine meridionale dell’Impero e il Parco degli Asburgo, il più grande e storico della provincia di Trento, nel quale si possono trovare 76 specie di alberi e un totale di 125 specie arbustive, per un totale di oltre 550 piante.

Trevi (Perugia) – (Umbria)
Il paesaggio è sovrastato dal Monte Brunette e i pendii del Monte Serano, arroccato su un colle ricco di uliveti con chiese, torri, palazzi, fiumi e canali. Inconfondibile è la sua forma conica con cerchi concentrici proprio come una chiocciola. Il borgo è considerato la Capitale dell’olio con i suoi frantoi sparsi nel territorio. Tra i tanti monumenti imperdibili, il “Santuario della Madonna delle Lagrime” al cui interno, in una delle cappelle affrescate si trova il dipinto l’“Adorazione dei Magi” del Perugino (1522), e la “Deposizione” di Giovanni di Pietro detto lo Spagna (1520).

Verres (Aosta) – (Valle D’aosta)
Situato in una posizione strategica, “guardiano” della Valle di Challant, si estende nella bassa valle centrale della Dora Baltea, mentre l’abitato si trova all’imbocco della Val d’Ayas, dove spicca l’imponente maniero degli Challant, un cubo perfetto che si colloca come baluardo della vallata conosciuta ancora oggi con il nome della nobile famiglia. Cornice di questa località è il Castello insieme al carnevale storico, che ogni anno vedono protagonisti le figure di Pierre d’Introd e Caterina di Challant.

Soave (Verona) – (Veneto)
Una terra di colline, pendii, verdi distese di vigneti e una cinta muraria grazie al Castello Medievale Scaligero che troneggia austero nel cuore del borgo e che si narra ospitò anche Dante Alighieri. Patria di produzione del vino Soave, conta numerose cantine dove poter sorseggiare un ottimo Soave DOC con la sua “Strada del vino”, un percorso di circa cinquanta chilometri che si snoda tra una natura dai colori sgargianti e numerosi sentieri dedicati ai turisti per escursioni in bike e cavallo.

Il Borgo dei Borghi 2022, come vederlo?

E’ possibile vedere Il Borgo dei Borghi 2022 in streaming su RaiPlay e sull’app per smart tv, tablet e smartphone, mentre dal giorno successivo si può vedere in Guida Tv/Replay.

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