Balalaika: la rivisitazione del programma non è stata male. Ma la domanda è: Ilary e Belen erano necessarie?

Abbiamo spento ieri la luce sui Mondiali di Russia 2018 e – che piaccia o meno – ha vinto la Francia; una notizia quasi peggiore della mancata qualificazione della nostra Nazionale.

Si è chiusa – con una puntata decisa pochi giorni fa – anche l’avventura di Balalaika condotto  da Nicola Savino con le defezioni del “nietologo” Diego Abatantuono – sostituito senza troppa voglia da Andrea Baccan in arte “Pucci” – e di Ilary Blasi, la co-conduttrice – e Belen Rodriguez, ridotta al ruolo di bella immagine del programma.

Proprio la showgirl argentina – in un momento in cui la società vede sessismo ovunque, e  nel quale si vieta di inquadrare donne avvenenti sugli spalti – ha incarnato lo stereotipo superato ed avvilente della bella donna che partecipa ad una trasmissione calcistica in quanto donna avvenente, comportandosi come se fosse approdata su Marte. E non ha fatto nulla per divincolarsi da tale immagine, lamentandosi su Instagram  perché una partita ai supplementari avrebbe fatto slittare l’inizio della puntata.

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Ma andiamo avanti.  Balalaika – nella versione andata in onda dal 30 giugno – non è stato neanche malvagio, con più  concentrazione sulla manifestazione e meno confusione. Il formato più snello   vedeva la partecipazione della comicità della Gialappa’s Band e delle news del Mago Forest; un’idea questa, che non ha fatto rimpiangere quella che a Sanremo è, negli ultimi anni, la Rassegna stampa di Rocco Tanica.

Tutto abbastanza bene o quasi. Alla lunga l’insipienza calcistica,  manifestata – quasi con orgoglio – da Ilary Blasi alla lunga è diventata snervante. E dire che suo marito – Francesco Totti – non potrà sfoggiare gran cultura ma in fatto di calcio può dare lezioni in quantità.  Due nozioni alla moglie avrebbe potuto darle.

Così è capitato che una conduttrice solitamente spigliata, abbia messo in mostra e trasmetta la propria noia. Imbarazzo poi si è provato quando ha cercato di fare delle domande ovviamente abbastanza banali del calibro: “Ma perché Messi non vince con l’Argentina?“. E quando ha tentato di alzare il livello dei quesiti c’è stato l’Abatantuono di turno a chiedere: “Questa chi te l’ha scritta?”. Insomma forse sarebbe stato meglio farle recitare il ruolo di bersaglio di sfottò, ma la vittima sacrificale per gioco è stato Ciccio Graziani.

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Ad alzare il livello di competenza femminile durate tutto il Mondiale hanno pensato le giornaliste Giorgia Rossi, Monica Bertini ed Elena Tambini – con l’ex arbitro a prendersi leggermente la scena soprattutto a “Mai Dire Mondiali” – sia a Balalaika sia durante le trasmissioni varie che hanno coperto la manifestazione russa.

Per lady Totti, che non ha presenziato all’ultima puntata di Balalauka perché nata all’ultimo, ma che ha condotto due puntate extra del GFVIP,  avrebbe fatto meglio una prolungata permanenza a Mykonos dato l’impegno che po avrebbe avuto col Wind Summer Festival. Tanto non c’era  bisogno di una co-conduttrice che dimenticasse i nomi degli ospiti e che trasformasse Mbappé in Frappé Caffé Pepepepepepé.

Stefano Beccacece (O Twitter @Cecegol)