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Le interviste di Cristina Parodi, da Tata Lucia a Raffaella Fico. La7 si piega alle regole dell’Auditel?

Abbiamo atteso a lungo il Cristina Parodi Live, il talk del primo pomeriggio condotto da Cristina Parodi che sarebbe dovuto essere la ciliegina sulla torta in un palinsesto, quello di La7, all’insegna del buon gusto e dell’informazione sobria e completa. Un programma qualitativamente poco discutibile, dai toni pacati e lontano dalla morbosità e dall’aria eccessivamente popolare che si respira in tutti gli altri salotti da daytime italiani.

Certo, non è un programma perfetto e le critiche ci sono state: uno stile troppo radical chic e qualche somiglianza di troppo con Le invasioni barbariche di Daria Bignardi, che già prima dell’arrivo della Parodi aveva proposto i talk sull’alimentazione ecosostenibile e le interviste ai personaggi di nicchia sono state le obiezioni più rilevanti mosse al nuovo daytime de La7. E anche gli ascolti non brillano: si oscilla intorno al 2%, ogni tanto poco sopra, ogni tanto poco sotto, ma si tratta comunque di share veramente irrisori anche per un programma stritolato dalle telenovelas di Canale5, dai cartoni di Italia1 e dai TG di Rai3 e Rete4. E fa specie che il punto di riferimento dell’intero pomeriggio di La7 sia quel Commissario Cordier messo lì come a tappare un buco, che supera di gran lunga le signore Parodi e il piccolo cult di nicchia G Day.

Succede quindi che in un piovoso pomeriggio di fine settembre, all’inizio della sua terza settimana di vita, il Cristina Parodi Live viri completamente. Se la settimana scorsa si parlava con Tata Lucia di adozioni gay, oggi, nel medesimo spazio, troviamo Raffaella Fico che parla della sua gavetta tra verginità all’asta e reality show. E non mancano tutte le banalità del caso: parla del bambino che aspetta da Mario Balotelli e che lui potrà vedere quando vuole, che spera sia femmina, che però l’importante è che sia sano. E nemmeno a dirlo, è ovviamente devota a Padre Pio. Dove l’ho già vista questa scena?

Tutto in un’intervista condotta magistralmente da Cristina Parodi, con uno stile ben lontano da quello di altre sue “colleghe” ma che comunque stride con l’immagine che la sua interlocutrice ha per anni mostrato di sè al pubblico, tanto che per un attimo è sembrato di vedere una di quelle kitsch-interviste a Loredana Lecciso nel periodo più buio del vecchio Verissimo.

Una mossa inaspettata da Cristina Parodi: starà forse facendo prove tecniche per alzare di qualche punto gli insufficienti dati d’ascolto?

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