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Boss in Incognito 3, con Flavio Insinna, da stasera su Rai2

Boss in Incognito torna stasera su Rai2, alle 21.10 circa, con la terza edizione. La formula sarà la stessa delle prime due edizioni, basata sul format internazionale Undercover Boss (in onda su varie reti del digitale terrestre), ma la grande novità riguarda la conduzione, che da quest’anno è affidata a Flavio Insinna e non più a Costantino Della Gherardesca.

Vedremo dei nuovi imprenditori famosi, diversi in ogni puntata, che andranno a lavorare sotto mentite spoglie nelle proprie aziende, per toccare con mano sia ciò che funziona, sia ciò che non va. I “boss” camufferanno quindi il proprio aspetto, si creeranno un’identità fittizia e passeranno dall’altra parte della barricata, come lavoratori alle prime armi.

Al termine della settimana, il boss convocherà nella sede centrale dell’azienda tutti i lavoratori con cui è entrato in contatto e, dopo aver svelato la sua vera identità, potrà fare una valutazione di pregi e difetti della sua realtà produttive e in alcuni casi potrà premiare e migliorare le loro condizioni di lavoro.

La prima puntata di stasera, 21 dicembre 2015, vedrà protagonista Paolo Aruta, boss della celeberrima catena di ristoranti Fratelli La Bufala. Partecipa a boss in incognito soprattutto perché Geppy lo avrebbe fatto. Geppy è il socio che ha perso circa un anno fa, colui che avrebbe creduto in un progetto come Boss in Incognito e quell’amico che rimproverava sempre Paolo di non mettersi in gioco.

Paolo ha sempre avuto la passione per la ristorazione malgrado i genitori avessero diversi negozi di abbigliamento. La storia dei Fratelli la Bufala è una Bufala: i tre bambini ritratti nei quadri dei ristoranti, sono in realtà Paolo, Geppy e un altro socio da piccoli.

La sceneggiatura racconta che i tre ragazzi, dopo la prematura scomparsa del padre produttore di mozzarelle, vendono l’attività e decidono di partire per poi diventare degli eccellenti pizzaioli. Questa favola è diventata realtà perché la catena Fratelli la Bufala – Pizzaioli Emigranti, conta oltre 100 ristoranti in tutto il mondo, da Napoli a Dubai, dal Cairo a Bruxelles, da Istanbul a Miami.

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