Sanremo 2015, la famiglia Anania e gli occhi verdi dell’amore

E come comincia la 65esima edizione del Festival di Sanremo targata Carlo Conti per differenziarsi dalle altre 64? Fuochi d’artificio stile Cirque du Soleil? Coro dell’armata koreana che con passo marziale scandisce l’elmo di Scipio? Nonono…niente di tutto questo perche “noi siamo scienza non fantascienza” (per mutuare uno slogan di tanti anni fa, e sapete che io di anni ne ho un certo numero). E quindi l’Abbronzatissimo mi/ci spiazza giocandosi una carta a sorpresa: la famiglia Anania.

Una domanda ovviamente è sorta spontanea in sala stampa: ma chi diavolo sono? Degli abbonati in prima fila? Ospiti dell’Esselunga in seguito ad accumulo smodato di punti fragola? O vincitori di un concorso della Esso causa congruo numero di cambi dell’olio? Niente di tutto questo: sono due coniugi assai prolifici che hanno pensato bene di dare alla luce la bellezza di 16 creature, 16 frutti dell’ammmore (con 3 emme) che si palesano sul palco uno ad uno e che vengono presentati come fossero trofei di guerra.

E in effetti, per la signora Anania, se non una guerra certo non deve esser stata una passeggiata dare alla luce 16 pargoli (non a caso Emma Marrone le consegna un mazzo di fiori “perché se lo merita”). E così, sempre più interdetta, mentre il capo famiglia dice che “il vero applauso va fatto al Signore perché questo è un regalo della Provvidenza”, la stessa, aggiunge, che interviene in loro aiuto per sbarcare il lunario (ah sì?).

Uno dei maschietti di casa dedica alla mamma “Gli occhi verdi dell’amore” perché “lei è l’amore di tutti noi”. Mi chiedo perché chi ha fatto 16 figli debba essere salutato come un esempio da esibire, perché farne 16 anziché uno nessuno o centomila sia un merito piuttosto che un demerito e perché tutto questo avvenga sul palco di uno spettacolo che non si intitola “Lo show dei record”. Ma non trovo risposta. Per fortuna Sanremo si tiene in inverno. E la riviera di inverno fa sempre chic ma non impegna…

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