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Temptation Island non è il demonio. Recensione

Temptation Island è un programma che può aspirare a qualche premio qualità? Sicuramente no. Temptation Island è un programma che andrebbe cancellato seduta stante dal palinsesto in quanto male assoluto? Anche a questa domanda ci sentiamo di rispondere con certezza di no, nonostante le tante critiche che abbiamo letto dopo la messa in onda sia sui social che su vari siti e blog.

Che il nuovo parto della Fascino di Maria De Filippi (qui cast, meccanismo e gallery della prima puntata) non ambisse ad essere catalogato tra i programmi culturali anziché tra l’intrattenimento leggero era abbastanza chiaro a tutti, proprio per questo ci siamo stupiti leggendo i commenti negativi, quasi al limite dell’insulto (o anche oltre, ad onor del vero), riservati all’esordio di ieri.

A che pro criticare ferocemente un programma nato dagli stessi “genitori” di Uomini e donne, con gran parte dei concorrenti provenienti da questa stessa trasmissione e “laureati” proprio alla “scuola di teatro” di Maria De Filippi? Poteva mai la puntata di ieri riservare qualcosa di diverso da quanto trasmesso?

Chiariamoci, non è che non si possa/debba criticare in assoluto un programma che potenzialmente “istiga al tradimento”, come abbiamo letto qualche settimana fa, ma il problema nasce quando lo so fa in un modo sorpreso, che sottindende delle aspettative diverse.

Dire che Filippo Bisciglia, dopo questa conduzione, debba dedicarsi al giardinaggio, ci sta (eccome se ci sta). Far notare come certe reazioni siano state pompate all’eccesso da un sostanzioso lavoro dietro le quinte, ci pare altrettanto legittimo. Ma fare un titolone sul trash o sul fatto che i single siano solo alla ricerca di visibilità, è paragonabile alla scoperta dell’acqua calda, e perdonateci la banalità.

Temptation Island è solo ed esclusivamente un programma leggero a metà tra il reality e la fiction, con protagonisti che aspirano ai classici 15 minuti di celebrità, una scrittura autorale dietro, dei montaggi fatti ad hoc per far passare come condannabile anche il gesto più innocente e coinvolgere il pubblico.

E’ un prime time di luglio in cui si flirta maldestramente il vero male della tv? E’ qualitativamente inferiore a qualche reality su persone disabili che cercano l’amore, Amish che vanno a vedere il primo strip-tease o persone che si sposano senza conoscersi e poi divorziano? A noi pare che l’effetto voyeuristico sia esattamente lo stesso.

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