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Giass, brutta la prima. Il politicamente scorretto non fa più ridere (gallery)

C’era grande attesa per il debutto di Giass, il nuovo programma di Antonio Ricci che ha debuttato stasera in prima serata su Canale5 con la conduzione di Luca e Paolo; una curiosità dettata dalla difficilissima collocazione domenicale dello show e dal ritorno in tv delle due Iene dopo il deludente Scherzi a parte di due anni fa.

Ma non possiamo dire che la grande attesa sia stata ripagata dalla qualità della trasmissione, che non si è presentata certo innovativa o sorprendente. Con la scusa della competizione tra le tre macroregioni dell’Italia, il Nord, il Centro e il Sud, Luca e Paolo presentano una carrellata di comici (già visti ovunque) o servizi/rubriche in perfetto stile Striscia la notizia, prevalentemente incentrati su vezzi e caratteristiche dei politici.

Uno show da dimenticare in particolar modo nella parte dedicata ai “figli di”: un’inutile successione di giornalisti e volti noti (quasi tutti Rai) notoriamente imparentati con altre personalità spesso appartenenti allo stesso mondo professionale. Così come da dimenticare è stata la parte intitolata “grandissimi froci“, occasione per proporre artisti italiani omosessuali ma soprattutto ottima opportunità per Ricci di esporre il suo tanto amato “politicamente scorretto“, da lui recentemente difeso dagli “snobisti” senza però porsi prima il problema che questo tipo di linguaggio, più semplicemente, non fa più ridere.

Ma fortunatamente, non tutto è così scoraggiante: fanno abbozzare un sorriso l’imitazione di Laura Boldrini proposta da Paolo Kessisoglu e la parodia “La grande belessa”. Ma a risultare vincente è il format dello sketch registrato in esterna, assente in tv dai tempi di Ciro, il figlio di target (Luca e Paolo hanno infatti riproposto in occasione dell’intervento di Fiorello i Cugini Merda, loro personaggi nati proprio in questa trasmissione) in favore dell’ormai usurata formula del cabaret. Altra nota positiva, nonostante lo studio microscopico, è la scenografia colorata che spicca tra tutti gli studi neri e cupi che si vedono in questi anni in tv.

Nel complesso, il programma appare piuttosto lento e anacronistico nella tv del 2014, ma nonostante l’estremamente facile previsione sui dati Auditel di Giass, solo domani scopriremo se l’ultima creatura di Ricci sarà riuscita a totalizzare più o meno dell’appuntamento serale de Il Segreto, che nelle ultime settimane aveva portato Canale5 ad un più che dignitoso 16% nella sua serata storicamente nera, che ha incorniciato alcuni dei flop più grossi delle scorse stagioni come Stasera che sera o segnato la definitiva chiusura di programmi come Il senso della vita e, più recentemente, Io canto.

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