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Paolo Barnard impazzisce su Twitter, insulta Gianluigi Paragone e dice addio a La Gabbia

Una vicenda sgradevole come poche, nell’universo litigioso dei talk show politici. Paolo Barnard è il giornalista che ne La Gabbia di Gianluigi Paragone, su La7, aveva uno spazio fisso durante il quale divulgava – con toni accesi ed aggressivi – teorie economiche fortemente eterodosse e spesso ai limiti del complottismo. Con un post pubblicato ieri 4 marzo 2014 sul suo blog, Barnard ha dato l’addio al talk show di Paragone in un modo che definire “polemico” sarebbe eufemistico.

Il post, intitolato “Se questo è un giornalista. Gianluigi Paragone” dapprima rievoca un litigio con il conduttore varesino risalente ai tempi de L’ultima parola su Rai2, quando per via di “una battuta goliardica sulla patata (sic) di una ragazzina che lavora in redazione da Gianluigi Paragone”  Barnard fu cacciato dal programma. Poi, la ricostruzione a posteriori delle vicende che lo hanno portato all’abbandono anche de La Gabbia:

Una notte scrivo su Twitter una serie di grotteschi paradossi per rispecchiare la vera e inconfessabile natura del genere femminile che frequenta quel porcile di Social Network, ma associo alle volgarità da me volutamente scritte per paradosso un articolo estremamente documentato sull’inconfessabile meschinità e crudeltà delle donne. Una manciata di ragazzette amichette della redazione del sopraccitato Paragone protestano, e costui mi dice al telefono che devo scrivere un’abiura, cioè le mie scuse alle donne.

La mia risposta a Gianluigi Paragone è scontata. Può affogarsi, e io non sarò più alla Gabbia. Ma quello che è ignobile è che questo stolto per la seconda volta priva il grande pubblico italiano dell’unica difesa dal neonazismo economico dei Neomercantili tedeschi e di Bruxelles per le sue 5 amiche e per 20 tweet. Sessanta milioni di italiani crepino per le sue amichette.

Ma da cosa è nato esattamente l’allucinato sfogo polemico di Paolo Barnard?

Ebbene, sono giorni che il giornalista sembra aver completamente perso la bussola. Su Twitter non si contano più le esternazioni volgari e violente di Barnard rivolte perlopiù contro il genere femminile. Alleghiamo qua sotto pochi estratti, tristemente significativi del livello generale:

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Questo inarrestabile delirio misogino comprende anche un articolo pubblicato sul suo blog dal titolo “La verità sulle (infami) donne”, basato su concetti di questo tipo:

Le donne sono al 99% esseri mediocri, solo capaci di creare miseria ai propri figli o al mondo. Purtroppo hanno quello che hanno fra le gambe. E ok. Ma non fosse per quello, e per la cultura di sinistra dei Piddini cerebromancanti, sapremmo come giustamente apostrofarle.

Da quel che si capisce, è stata la richiesta da parte di Gianluigi Paragone di un post di rettifica e di scuse a far perdere definitivamente la brocca al già poco lucido Barnard, che oltre a rifiutarsi di cambiare rotta è partito per la tangente spargendo offese a destra e a manca: compreso un attacco rivolto a Giuseppe Cruciani, il ben noto conduttore de La Zanzara su Radio 24.

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Chi si volesse rendere conto di quale sia, al momento attuale, la condizione psicologica di Barnard, non ha che da sfogliare gli insulti che il giornalista sta ossessivamente continuando ad elargire su Twitter alle utenti di sesso femminile. Se però siete facilmente impressionabili lasciate perdere: c’è di che avere la nausea.

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