E fu così che Giletti scoprì PIF

Ci sono cose che fanno sobbalzare sul divano anche le vecchie carampane come la sottoscritta, che pure, ormai, di cose ne hanno viste a iosa. Per esempio sentire Massimo Giletti che con una malcelata titubanza lessicale, inciampa la lingua sul palato pronunciando il nome di PIF, presentato al pubblico domenicale di Rai1 come prossimo ospite fisso del Festival di Sanremo 2014. “Carneade? Chi era costui?” gli si leggeva con adamantina trasparenza nel suo languido (o liquido?) sguardo, quello che, dritto in camera, fa ancora provare un brivido felino di ancestrale memoria alle “sciure” sintonizzate su Domenica In.

Inutile dire che il buon Massimo deve avere appreso l’esistenza di PIF, nella migliore delle ipotesi, l’altro ieri, immagino attraverso una “soffiata” della sua redazione: per chi fa Rai1, PIF è pura nicchia, ca va sans dire. Peccato invece che Pierfrancesco Diliberto (questo il vero nome di PIF), classe 1972, sia tutt’altro che una scoperta recente: gioca a prendere per i fondelli tutti, personaggi e spettatori, da almeno un paio di lustri, da quando cioè faceva l’inviato per Le Iene, per arrivare ai giorni nostri, divenendo, ormai da tempo, il volto di punta di MTV, grazie al suo godibilissimo programma Il Testimone.

Fidanzato con Giulia Innocenzi, la graziosa ma volitiva giornalista che lavora a fianco di Michele Santoro, PIF è oggetto di stima e approvazione da parte di mostri sacri del mondo televisivo come Aldo Grasso e Carlo Freccero, i quali ne tessono pubblicamente le lodi. Ma questo il buon Massimo non poteva saperlo: gli avrebbe richiesto un upgrade di software rispetto al tipo di televisione che conduce.

Jamais! direbbero i sanculotti (anche se noi sappiamo che Giletti di rivoluzionario non ha, appunto, nemmeno i pantaloni). A dirvela tutta, però, la notizia, benchè apparecchiata come “una bomba”, a me stupisce ben poco: PIF già a settembre era stato ospite di Fazio (cioè nel salotto buono della TV ) per presentare il suo film “La mafia uccide solo d’estate” e vi era ritornato come gradita presenza in occasione di una puntata speciale dedicata a Rocco Chinnici, magistrato ucciso per mano mafiosa.

A casa mia si dice che nemmeno il cane scodinzola la coda per nulla, non so se mi spiego. Di corsa Giancarlo Leone (il direttore di rete) si è affrettato a “ruggire”, anzi pardon, a cinguettare una rettifica su twitter: gli unici conduttori del Festival sono Fazio e Littizzetto. E meno male: accusavo già un intimo turbamento al solo pensiero che un volto di MTV salisse sul palco di Sanremo…e non per cantare! Troppe emozioni tutte insieme per un’anziana signora!

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