Advertisements
Advertisements

Rita Dalla Chiesa si confessa: “Se tornassi indietro non lascerei Mediaset”

Le recenti vicissitudini professionali di Rita Dalla Chiesa sembrano la trama di una commedia all’italiana, tanto sono paradossali e un po’ malinconiche. Dopo aver deliberatamente rinunciato alla posizione sicura conquistata a Mediaset per imbarcarsi in un progetto del tutto nuovo alla corte di Urbano Cairo su La7, ad oggi l’ex conduttrice di Forum si ritrova a spasso e con un pugno di mosche. Inevitabili i rimpianti, affidati ad un’intervista pubblicata oggi, 31 gennaio 2014, sul quotidiano Libero.

Grazie all’affetto e al sostegno della mia famiglia, degli amici e del pubblico mi sono riscoperta. Ma probabilmente se tornassi indietro non rifarei la stessa scelta. Ho capito che quando cadi, se cadi dall’alto, puoi farti molto male.

Riassunto delle puntate precedenti. Ad agosto 2013 Rita Dalla Chiesa annuncia l’abbandono di Forum e il contemporaneo approdo a La7 per intraprendere una “nuova avventura professionale”, cioè la conduzione di un magazine pomeridiano intitolato La Settima Onda che sarebbe dovuto partire in autunno con la regia di Daniel Toaff. Ad ottobre si accumulano ritardi ed aggiustamenti, il programma viene posticipato a gennaio, il format viene modificato (e contaminato proprio con quello di Forum), infine si registra l’abbandono di Toaff. A dicembre, come tutto lasciava presagire, la cancellazione del progetto diventa ufficiale.

Ce ne sarebbe abbastanza per far perdere la serenità a chiunque, ma i tono dell’intervista rilasciati ad Antonella Lupoli sono tutto sommato pacati. La 67enne conduttrice e giornalista rivendica i propositi di rinnovamento professionale che avevano animato la sua decisione ma si mostra ben più conciliante rispetto a due mesi fa, quando erano volate addirittura minacce di denuncia all’editorie Urbano Cairo.

La proposta avanzata da La7 era allettante. Mi sembrava una bella ipotesi di cambiamento, interessante e stimolante. Non sempre le cose sono semplici come sembrano. Per qualche mese, abbiamo lavorato benissimo al progetto, alla fine però non è andato in porto. Non dico che non mi sia dispiaciuto, ma non voglio rimuginare e neppure puntare il dito contro qualcuno.

Certo, c’è la mancanza del contatto diretto con il pubblico, compensata dall’affetto che le hanno mostrato i fan su twitter e facebook.

Mi sono resa conto, attraverso i social, di quanto la gente mi voglia bene. Mi segue come se io fossi in video, anzi di più. Mi considera una di famiglia e la cosa mi gratifica molto. Non sono mai stata una vip, piuttosto un’impiegata in tv. Tutti i giorni entravo nelle case degli italiani e loro mi considerano ancora parte del quotidiano. Non sono una donna da prima serata, sarei felice di essere parte del daytime.

E c’è la vicinanza che le hanno mostrato le altre signore del piccolo schermo, nonostante “qualche delusione”.

Tante conferme, alcune sorprese, pure qualche delusione. Quelle che consideravo amiche lo sono state anche in questa occasione e mi riferisco, per esempio, ad Antonella Clerici, Mara Venier o le sorelle Parodi.

Ma alla fine il punto dolente è sempre quello: il futuro professionale. Di fronte alle domande in materia, la conduttrice si mostra possibilista perfino su un ritorno a Mediaset.

Non ho preclusioni, ma ho un contratto biennale con La7. Se mi trovassi di fronte a una scelta e tra le alternative ci fosse Mediaset, non avrei dubbi.

Difficile prospettare un’eventualità del genere. Il collocamento ideale per la Dalla Chiesa sulle reti Mediaset è sempre stato uno soltanto, e quel collocamento si chiama Forum. Ma il programma ha dimostrato di aver retto benissimo al cambio di guardia, e di aver trovato una nuova dimensione proprio grazie alla conduzione – criticabile o meno – di Barbara Palombelli.

Insomma, per adesso le nubi sull’orizzonte professionale di Rita Dalla Chiesa sembrano tutt’altro che diradate, e il rischio di non tornare più sul piccolo schermo resta ben presente. Per questo è sempre meglio tenersi da parte qualche alternativa.

Di sicuro non scrivo un libro, come fanno tutti: potrei ricominciare a scrivere sui giornali o aprire un blog.

Advertisements