Boss in Incognito: tanto miele, ma non troppo (recensione e gallery)

E’ finalmente arrivato un programma che può far rosicare Maria De Filippi: Boss in Incognito. Sì, perché il nuovo reality di Rai2, di cui è appena terminata la prima puntata, fa piangere almeno quanto C’è posta per te, ma forse anche di più. La Sanguinaria ha perso così lo scettro di regina della lacrima ed ora è costretta a dividere il podio con un programma dove non ci sono ospiti vip, ma un imprenditore al cui confronto Babbo Natale è solo un simpatico vecchietto.

Boss in Incognito è davvero molto, molto zuccheroso, senza però arrivare (per poco) a provocare il diabete. Questo è sicuramente il suo il principale punto di forza. Le storie raccontate, vere fino a prova contraria, sono quelle di gente comune alle prese con questioni che il Boss non immagina nemmeno lontanamente: separazioni, problemi economici, problemi familiari.

Colpito nel profondo, il Boss – in questa prima puntata David Hassan, presidente di 7camicie -, il cui obiettivo di fondo era scovare qualche “falla” nel sistema produttivo, ha sistemato le falle, ma ha sistemato anche chi ha avuto il merito di fargliele scoprire, ossia i dipendenti, totalmente ignari della sua presenza nel luogo di lavoro.

E visti i premi elargiti ai bravi dipendenti con cui ha avuto a che fare, oltre a Maria De Filippi ci saranno anche alcune centinaia di lavoratori di 7camicie che rosicheranno per non aver avuto la fortuna di stare fianco a fianco con il Boss.

Non possono mancare due parole su Costantino Della Gherardesca. Ruolo piccino il suo, forse troppo, ma le poche frasi pronunciate sono comunque servite a dare un pizzico di ironia ad un reality che rischiava prendere la deriva del buonismo gratuito. C’è mancato poco.

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