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Pomeriggio Cinque fallisce nel preserale. Ma la colpa è (anche) di Canale5

Ieri è stata una giornata veramente anomala per le generalista. Da una parte abbiamo una Canale5 ai minimi storici, ancora a mezzo servizio data l’assenza di De Filippi e Bonolis, che per correre ai ripari soprattutto al preserale ha deciso di prolungare fino alle 20 il Pomeriggio Cinque di Barbara d’Urso, cancellando prematuramente le repliche de La ruota della fortuna che da più un mese cedono un traino ridicolo al TG5 della sera. Dall’altra troviamo Rai1, che con Reazione a catena continua a mietere successi ma che proprio nella giornata di ieri ha clamorosamente toppato trasmettendo la stessa puntata andata in onda il giorno prima.

Tutte queste novità non hanno però avuto ripercussioni sui dati Auditel del preserale di ieri: Reazione a catena, nonostante la gara fosse stata già trasmessa il giorno prima, ha perso solo una manciata di punti di share, mantenendo comunque la leadership e rimanendo oltre il 20%, mentre il talk di Barbara d’Urso, di ritorno al preserale dopo il semiflop di A gentile richiesta di due anni fa, non è riuscito a migliorare i risultati de La ruota della fortuna, rimanendo inchiodata all’8% di share con poco più di un milione di telespettatori.

Certo, c’è da dire che in molti non saranno stati al corrente di questa modifica in quel di Cologno e che molti spettatori saranno rimasti spaesati nel vedere la d’Urso dopo le 19, ma i risultati sono comunque tutt’altro che lusinghieri. La motivazione, oltre all’ormai evidente rigetto degli spettatori nei confronti dell’infotainment Videonews, potrebbe però essere causato anche da una scellerata suddivisione che Canale5 fa dei segmenti della trasmissione. Dalle 18.30 infatti, il talk di Canale5 è stato letteralmente funestato da innumerevoli interruzioni pubblicitarie (annunciate dalla conduttrice con una punta d’insofferenza ben cammuffata) che non permettevano di mettere un punto al discorso alla fine di ogni blocco e rendevano poco scorrevole e tutt’altro che godibile la discussione su argomenti che tutto sommato proprio ieri risultavano poco morbosi e addirittura interessanti, con una formula – quella di sentire anche la gente comune – che potrebbe dare nuova linfa a Pomeriggio Cinque.

A dire il vero, il problema della troppa pubblicità non è nuovo nel daytime di Canale5. Si pensi per esempio, per quanto riguarda Forum che su 120 minuti di trasmissione, ben 35 sono di spot e televendite, e lo stesso programma di Barbara d’Urso è da anni inguardabile tra le 17.35 e le 18.10 per via dei ripetuti spot e del TG5 Flash, edizione decisamente inutile dal momento che le notizie dell’ultim’ora vengono date in diretta dallo stesso programma che interrompe.

Insomma, Pomeriggio Cinque e la sua formula hanno sicuramente una buona parte di colpe per quanto riguarda il tracollo degli ascolti pomeridiani, ma Canale5 e Publitalia non possono essere esenti da critiche.

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