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La Farfalla Granata: recensione della fiction dedicata a Gigi Meroni

Ieri sera su Rai1 è andata in onda la fiction La Farfalla Granata, dedicata all’indimenticabile calciatore e mito del Torino Gigi Meroni e liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Nando Dalla Chiesa.

Meroni era interpretato da Alessandro Roja, autore di un prova molto convincente, mentre al suo fianco c’era una non proprio memorabile Alexandra Dinu, nel ruolo della compagna storica del calciatore Cristiana Uderstadt. Ad alzare il livello medio della fiction fortunatamente è accorso anche un fenomenale Francesco Pannofino, nei panni del paron Nereo Rocco, primo allenatore della “Farfalla” al Toro.

Nel complesso la fiction non è dispiaciuta, ma ha chiaramente risentito del solito problema legato alla prima serata di Rai1: una sceneggiatura scritta per piacere a tutti, e in particolare al pubblico femminile, e dunque incentrata sulla storia d’amore tra il protagonista e la sua Cris. Il lato sportivo non è stato comunque trascurato, e questo va bene, ma del tutto accantonata è risultata la valenza sociale e politica di quello che è stato il simbolo di un’epoca.

E non bastano la scena della gallina al ristorante, o i dissidi per i capelli lunghi con il ct della nazionale Edmondo Fabbri a risolvere la cosa. Meroni è stato un idolo generazionale in un periodo molto particolare, quello del 68, di cui è stato figlio privilegiato, e questa tematica andava sviluppata meglio.

Condivisibile invece la scelta di non indugiare sulla tragedia che costò la vita al calciatore. Le scene d’epoca del funerale hanno testimoniato più che bene l’evento. Un po’ come il famoso gol contro l’Inter, in cui il bianco e nero originale ha sostituito la ricostruzione, a dimostrare la classe di un giocatore tra i pochi capaci di umiliare e superare (nella circostanza) un altro mito come Giacinto Facchetti.

Citazione finale per la bella colonna sonora d’epoca, con una variante/leimotiv di Hello I Love You dei Doors e il finale strappalacrime sottolineato da quella Ciao Amore Ciao che segnò la fine di un altro personaggio cardine dell’epoca: Luigi Tenco.

Chi volesse rivederla fiction in versione integrale può farlo cliccando qui.

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