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Estate in Diretta e Divieto di sosta: quando le giornaliste alla conduzione non funzionano

Premessa doverosa: verso Barbara Capponi e Chiara Lico non nutriamo alcuna antipatia. Tutt’altro, le riteniamo due validissime professioniste nel campo del giornalismo, oltre a due donne dall’indiscutibile fascino. Capiamo quindi quali siano stati i motivi che hanno spinto i dirigenti Rai a metterle alla conduzione, rispettivamente, di Estate in Diretta su Rai1 (con Marco Liorni) e di Divieto di Sosta su Rai2.

Non possiamo però negare che la scelta di “promuovere” due giornaliste alla conduzione dei due contenitori pomeridiani si sia rivelata sbagliata, ascolti e visione delle puntate alla mano. Il motivo, che andremo ad analizzare ora, è piuttosto intuibile ed evidente.

La pecca che accomuna entrambe, e che deriva dall’esperienza della “conduzione unilaterale” del telegiornale, è una sorta di innaturalezza nel dialogo con gli ospiti. Entrambe sono molto legate alla scaletta – che consultano di continuo – e talvolta sembrano più concentrate sul servizio da lanciare che sull’argomento del dibattito, o sulle parole dell’opinionista di turno.

Una grossa differenza con le conduttrici di stampo “classico”, più sciolte nel colloquio e non restie quando si tratta di dire la propria, che si tratti di una semplice intervista o di un momento talk. Ciò che ne deriva è l’assenza di calore e di coinvolgimento da parte di chi sta guardando la trasmissione, che ha sicuramente voglia di informarsi, ma anche di avere una sorta di compagnia attraverso il mezzo televisivo.

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