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Avanti un altro, repliche bloccate da Lucio Presta?

Pensavamo che almeno i palinsesti estivi fossero immuni da cambi dell’ultimo momento, e invece è arrivato il momento di ricredersi. Avevamo dato un mese fa la notizia che il preserale estivo di Canale5 (per giugno e luglio) sarebbe stato presidiato dalle repliche di Avanti un altro, ma alla vigilia di questo tanto atteso ritorno siamo costretti ad annunciarvi che, almeno per il momento, Paolo Bonolis non tornerà in onda prima del TG5 il prossimo 3 giugno come previsto.

Almeno per la settimana prossima, il preserale risulta occupato ancora da The Money Drop, il quiz di Gerry Scotti che dalla scorsa stagione si alterna con il più forte game show di Bonolis. Un brutto segnale, nonostante Avanti un altro sia ancora segnalato dai palinsesti a partire dal 10 giugno probabilmente in attesa di decidere qualcosa in più sul da farsi.

Una scelta che lascia perplessi, dati che i già bassi ascolti di Money Drop sono letteralmente crollati con la partenza della nuova edizione di Reazione a catena con Pino Insegno su Rai1 (ieri Scotti non ha toccato nemmeno il 14% di share). E con dati così bassi con puntate inedite, non immaginiamo cosa possa accadere programmando delle repliche

Dietro questa decisione c’è con ogni probabilità lo zampino di Lucio Presta, l’agente di Bonolis che ha notoriamente le mani in pasta sia in Mediaset che in Rai e la capacità di scombussolare i palinsesti a seconda delle esigenze sue e dei suoi assistiti. Non è un caso infatti che da diversi giorni sul suo profilo Twitter abbia ribadito che le repliche del fortunato gioco lanciato nel 2011 non sarebbero andate in onda nonostante i palinsesti dicessero il contrario per non sovraesporre il format e permettere ad Avanti un altro di ripartire al massimo della sua freschezza a settembre con le nuove puntate.

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In realtà Mediaset si è trovata tra due fuochi: lasciare sguarnito il preserale estivo e lasciar inabissare una fascia così importante e il TG5 delle 20 ma assicurarsi un ritorno in pompa magna di Avanti un altro a settembre o programmare in replica uno show forte bruciandone l’attesa per la terza edizione che partirà tra poco?

E la ragione come spesso accade sta nel mezzo: se da una parte l’azienda poteva pensare ad un nuovo format da sperimentare nei mesi più caldi (perché non riproporre Sarabanda come nel 2009?), la richiesta di Bonolis e del suo agente di non replicare un prodotto così importante per una Canale5 in difficoltà appare egoista, soprattutto se la notizia dei 50.000 euro percepiti dal conduttore per ogni puntata fosse vera.

Una matassa ormai difficile da sbrogliare, dato che l’ammiraglia Mediaset non ha apparentemente nessuna carta da giocare per il preserale dei prossimi mesi. Speriamo solo che dalla prossima stagione Mediaset pensi ad un nuovo preserale, o perlomeno lasci proseguire Gerry Scotti fino all’estate inoltrata con puntate inedite del suo quiz così come aveva richiesto all’azienda mesi fa per non abbandonare il suo pubblico.

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