Aggratis: niente di nuovo per un Fabio Canino che merita di più (gallery)

Avevamo bisogno di un nuovo programma di cabaret? No. Eppure Aggratis, in onda da oggi (ormai ieri) su Rai2 il martedì in seconda serata con la conduzione di Fabio Canino e Chiara Francini, non fa altro che riproporre la formula, ormai un pò in crisi, del cabaret televisivo.

E il livello di comicità degli attori che si sono susseguiti in questa prima puntata è tutt’altro che notevole, così come quello di tutte le trasmissioni contemporanee di questo genere, Zelig, Colorado e l’agghiacciante Made in sud, in onda sulla stessa rete ma il lunedì notte.

Va dato atto alla trasmissione che non si tratta di una semplice sfilata di cabarettisti che tentano di farci ridere; il programma, ambientato in uno “studio della Rai di via Teulada occupato per far ridere gli spettatori senza chiedere soldi, aggratis“, contiene anche inserti comici registrati e ambientati all’esterno, che sono forse insieme al personaggio della “mamma ubriaca” l’unica parte della trasmissione veramente divertente, grazie anche all’assenza delle risate e dagli applausi convulsi che il pubblico offre al monologhista in studio di turno.

Ci sono poi le rubriche come Tweettethon, che consiste nello spronare gli spettatori “twittaroli” a seguire un vip (o presunto tale) con pochi “follower” sul noto social network (oggi è stato il turno dell’olgettina Barbara Faggioli). Ed è proprio sul pubblico di Internet, che solitamente commenta la tv su Twitter, che Aggratis punta, e per conquistarlo ha deciso di accogliere nel cast una twitstar, @stazzitta, che commenta la trasmissione direttamente dallo studio. Ma nemmeno tutto ciò riesce a risollevare il tenore di una trasmissione di cui francamente non sentivamo la mancanza, anche se viene offerta aggratis.

In una trasmissione del genere un talento come quello del sempre troppo sottovalutato Fabio Canino risulta costretto e sottosfruttato, dato che potrebbe offrire molto di più se avesse a disposizione un format più articolato. Nemmeno l’ospitata di Immanuel Casto con Romina Falconi, artista musicale noto per le sue “canzoni a luci rosse”, è riuscito a valorizzare un conduttore che meriterebbe molto di più di un semplice programma di cabaret arricchito da orpelli tecnologici nel tentativo di crearsi un’identità.

E noi rimpiangiamo l’incredibilmente e vergognosamente mai riproposto Cronache marziane.

Advertisements