Le Iene e la guerra in Siria (gallery)

Siamo abituati ad essere aggiornati sulla guerra in Siria in modo superficiale dai telegiornali, che saltuariamente, e solo nel caso vengano coinvolti italiani, si ricordano di una terribile situazione che va avanti da ormai due anni e che conta già svariate migliaia di morti (si parla di oltre 10mila solo tra i civili). A fornire un servizio dettagliato e particolarmente toccante sono stati quelli de Le Iene Show, che con l’inviato Paolo Trincia hanno trascorso alcuni giorni tra i ribelli e la gente comune, documentando in modo attento la situazione siriana.

Un servizio con immagini davvero forti, nei confronti delle quali è impossibile rimanere indifferenti. Case o addirittura interi quartieri distrutti dai bombardamenti, dove sotto le macerie sono ancora sepolti corpi di civili, tra cui tanti bambini. Famiglie distrutte e sopravvissuti che devono vivere senza luce elettrica e senza cibo, vista la mancanza di lavoro, di soldi e rifornimenti, dovendosi fare carico anche degli orfani.

Ospedali rasi al suolo per non permettere ai ribelli di farsi curare nel caso di un ferimento e cliniche improvvisate in ex negozietti, con muri sporchi di sangue e attrezzatura alla buona. E spari, anche ravvicinati – più volte lo stesso Trincia è parso particolarmente spaventato dalla vicinanza dei cecchini -, che ormai lasciavano quasi indifferente la popolazione.

Trincia è stato tra i ribelli, pronti a sacrificare la propria vita pur di cambiare l’attuale regime politico, ma ha assistito anche al ritorno a casa di un ragazzo colpito a morte e alla riconsegna del corpo alla famiglia. Immagini drammatiche che parlavano da sole e che l’inviato si è limitato a mostrarci, senza dare commenti personali, com’è giusto che sia.

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