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T come TG Olimpico. T come Tristezza

Con la messa in onda delle Olimpiadi di Londra 2012 la Rai sta facendo, ahinoi, un pessimo servizio pubblico. L’aver acquistato i diritti di solamente 200 ore di trasmissione l’ha costretta a fare tagli e selezioni che stanno scontentando a 360° gli spettatori. Gare sovrapposte, trasmesse in differita o addirittura non mandate in onda sono all’ordine del giorno, mentre ben due canali di Sport – RaiSport1 e RaiSport2 – rimangono ad ammuffire in un cantuccio, costretti a mandare repliche del Tour de France o dei recenti Europei di Calcio.

Come se non bastasse, su Rai2 è giornalmente proposto il cosiddetto TG Olimpico, programma che pare la trasposizione televisiva della pagina dei necrologi dei quotidiani. La colpa, purtroppo, va data principalmente al conduttore, Valerio Iafrate, sicuramente bravissimo nel suo lavoro di giornalista e cronista sportivo, ma completamente inadatto al ruolo di “anchorman”.

Non è la prima volta che vediamo Iafrate all’opera, ma è invece la prima volta che le sue “performance” colpiscono così in negativo. Va detto che la formula del TG Olimpico, senza servizi ma con un semplice “elenco” di accadimenti sportivi, non lo aiuta di certo, ma un minimo di verve in più da parte sua ce la saremmo aspettata, e magari anche qualche papera in meno. Il risultato è così “vecchio” e superato da sembrare un TG degli anni ’70, o di una tv locale di quarta categoria.

Proprio per risarcire gli spettatori dopo la beffa delle sole 200 ore di diretta, la Rai avrebbe potuto sicuramente fare uno sforzo maggiore nei servizi “accessori”, invece anche il TG Olimpico rispecchia il nuovo momento di austerity, dove “risparmio” è la parola all’ordine del giorno. E “tristezza” è quella a cui si pensa guardandolo.

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