Il Testimone, puntata speciale: Pif e la lotta al pizzo (gallery)

Ho scelto di usare poche parole per parlare della puntata de “Il Testimone” appena andata in onda su MTV: forse perché la mafia è un qualcosa di talmente aberrante da lasciarti ammutolito, o forse perché basta solo qualche aggettivo (come “eroico”, “coraggioso”, “straordinario”) per descrivere chi ogni giorno lotta contro il pizzo. Queste persone hanno dei nomi, cognomi, visi e sorrisi, e non sentono alcun bisogno di nascondersi dietro ipocrisie o, peggio ancora, dietro l’omertà: si chiamano Giorgio, Giovanni, Giuseppe, Renzo e grazie alla loro forza d’animo sono riusciti a cambiare qualcosa, un po’ come “l’acqua cheta che rovina i ponti”.

Per questo motivo, credo sia superfluo spiegarvi per filo e per segno perché questi individui meritano tutta la mia (e spero anche la vostra) stima: vi basti sapere che nei loro paesini della provincia siciliana sono delle mosche bianche che, al contrario di molti dei loro compaesani, denunciano, si ribellano, sbattono i piedi e alzano la voce (in breve, si incazzano). Ecco perché voglio condensare tutto il senso di questo episodio dal titolo “Addio al pizzo 2.0” citando la sua geniale conclusione:

mi faccio incartare un dolce tipico del paese, il tarallo con la ricotta, buonissimo. Arrivo fino a Piazza Torina e me lo mangio alla facciazza di chi ci vuole male. Questo dolce non è buono solo perché è cucinato bene, ma è buono soprattutto perché è fatto da persone che ogni giorno si fanno il culo quanto una casa senza chiedere nulla a nessuno; è buono perché è un dolce libero da parassiti che vivono sulle spalle degli altri e che per questo credono di essere forti, ma così forti che non hanno il coraggio di vivere solo grazie al proprio lavoro, perché forse non ne sarebbero capaci. E non ci sarebbe cosa più bella se i commercianti di Caccamo si riunissero e dichiarassero pubblicamente di non voler pagare il pizzo; a quel punto smetterebbero di chiederlo perché non possono ammazzare tutti.

Seguite il consiglio di Pif: scrivete a queste persone, anche solo un “come va”, in questo modo starete concretamente combattendo la mafia:

pepge@libero.it

info@pasticceriascimeca.it

info@papiroforniture.it

 

Advertisements