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Quando l’attualità non tira più. “Miracolo” o semplice pausa estiva dello spettatore?

Merita sicuramente qualche riga quel che sta accadendo in questo periodo ai programmi “d’attualità”, intesi nel senso più ampio – e negativo, volendo – del termine. In un momento televisivo dove le repliche si contano come le pecore per prendere sonno, il fatto che Rai e Mediaset offrissero un’alternativa poteva quasi sembrare un’oasi del deserto, ma gli spettatori si sono mostrati completamente disinteressati.

Sono i numeri a parlare chiaro, come possiamo constatare giornalmente consultando gli ascolti: i due programmi di approfondimento giornalistico delle ammiraglie – Quinta Colonna per Canale5, con Salvo Sottile, e Porta a Porta Primaserata per Rai1, con Bruno Vespa -, sono dei veri e propri flop.

Il primo ha avuto un debutto disastroso (1.811.000 spettatori e il 10.73% di share) e nella seconda puntata, nonostante lo spostamento e l’importante e criticata intervista a Francesco Schettino, ha avuto soltanto 1.769.000 spettatori e il 10.36%. Il programma di Vespa, che ad onor del vero andava male anche in piena stagione (nelle prime serate), è stato seguito nell’ultima puntata da soli 2.077.000 spettatori (12.39%) e la settimana precedente da 2.223.000 (11.95%).

C’è meno gente davanti al piccolo schermo e gli ascolti estivi sono sempre molto più bassi della media, questo è poco ma sicuro. Ma gli spettatori stanno mostrando di non snobbare affatto le trasmissioni tv. La serata d’esordio di Quinta Colonna, ad esempio, ha visto dominare Superquark con ascolti decisamente buoni; e ancora, l’ultima puntata di Chi l’ha visto? ha vinto su Porta a Porta con un buon margine. Anche alcune serie tv stanno riscuotendo un grosso successo.

E’ proprio l’approfondimento giornalistico ad essere in crisi, quello “pesante”, troppo parlato, troppo indagatore. Quello che stimola istinti voyeuristici o che cerca di sviscerare argomenti che evidentemente la gente gradisce fino ad un certo punto. Cronaca nera, economia, politica. Che sia già abbastanza quella dei telegiornali? Che si debba trovare un modo più intelligente per parlarne?

Quello che al momento non è assolutamente chiaro è se il sano snobismo del pubblico verso questo tipo di programmi sia solo momentaneo, o se proseguirà anche con la ripresa della stagione televisiva. Qui ce lo auguriamo, visto che lo scorso anno abbiamo assistito inermi e basiti al proliferare dei talk-show populisti e pruriginosi.

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