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Sanremo 2013, Luciana Littizzetto criticata per il cachet di 300mila euro, ma la cifra è onesta

Sta circolando da stamattina la cifra che la Rai avrebbe concordato con Luciana Littizzetto per la co-conduzione (con Fabio Fazio) del Festival di Sanremo 2013: la somma pattuita dovrebbe essere di 300mila euro complessivi. Dal momento in cui questa indiscrezione è emersa, il passaparola generale ha provocato reazioni di sdegno sul web, mentre né la Rai né gli organizzatori della manifestazione non hanno smentito tale informazione.

Le contestazioni sono le più ovvie e le più adatte agli schiamazzi degli ospiti di Quinta colonna: è una vergogna, un insulto a chi non arriva a fine mese, troppi soldi per poche battute, io non pago il canone e così via. Ma siamo veramente sicuri che una cifra del genere sia esagerata per il ruolo che la Littizzetto avrà nella kermesse di quest’anno?

Partiamo dal presupposto che quella della Littizzetto non sarà una solita svallettata con un paio di ingressi in tutta la serata mostrando farfalle tatuale o proponendo improbabili interviste in inglese, ma una vera e propria co-conduzione come quella proposta l’anno scorso da Rocco Papaleo o nel 2008 e nel 1997 da Piero Chiambretti. Contiamo anche tutti gli ascolti che la Littizzetto attirerà davanti allo schermo e che altrimenti non sarebbero colpiti dalla presenza del poco magnetico Fazio (che sono poi gli stessi che ogni domenica, dopo le 21, fanno segnare il picco settimanale di Rai3 con Che tempo che fa).

E facciamoci anche due conti: la Littizzetto guadagnerebbe di fatto 60mila euro a serata, escludendo la lunga preparazione e la pressione di questi mesi, che non sarà pesante come andare a lavare le scale ma definirla una passeggiata sarebbe comunque scorretto. Non dimentichiamoci poi che l’anno scorso, Adriano Celentano ne ricevette ben 500mila per ammorbare il pubblico per un’ora intera con discorsi che interessavano solo a lui.

La polemica sui cachet quest’anno ancora non si era fatta sentire, ma attaccare una co-conduttrice di valore che (se la cifra è vera) verrà pagata con una cifra onesta è un vero e proprio pretesto per creare un polverone sul niente e non fa altro che dimostrare il dilagante populismo dell’Italia.

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