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L’Italia Domanda, ma le risposte non le vuole da Canale5

Il nuovo approfondimento di seconda serata di Canale5 Italia Domanda, curato dal TG5, non si puo’ descrivere in un altro modo se non come un disastro. Partito male in prima serata mercoledì scorso con Pierluigi Bersani e rimasto mediocre con l’ospitata di Silvio Berlusconi venerdì, con la sua collocazione ufficiale in seconda serata a partire da martedì e proseguito ieri sera la trasmissione ha totalizzato ascolti disastrosi, inchiodando la rete ad un misero 5%.

L’approfondimento non decolla e riesce a far peggio delle repliche delle fiction messe come tappabuchi nella seconda serata di Canale5, rimasta scoperta a causa del clima di austerity che ha portato alla chiusura di Matrix e Chiambretti Night. Il pubblico non ha apprezzato l’impostazione vecchio stampo della trasmissione di Alberto Bilà e Cesara Buonamici (a lui subentrata questa settimana), che contrasta con i nuovi ritmi e le nuove proposte di SkyTG24 (che con il confronto che ha anticipato le primarie del PD ha fatto un figurone).

Certo, c’è da dire che pubblicizzare per giorni questo nuovo approfondimento ripetendo che si tratta sostanzialmente di un remake di un vecchio spazio d’informazione della Canale5 anni ottanta non è stata una mossa vincente, ma è anche vero che in periodo di grande richiesta d’informazione come questo, la gente scappa dalle reti Mediaset affidandosi alle più rassicuranti trasmissioni Rai, Sky o di La7. E questo spiega il crollo degli ascolti di qualsiasi programma d’informazione, più o meno leggero, delle reti Mediaset, fatta eccezione per Quinta colonna che comunque, più che discutere delle problematiche del paese, ne coglie l’aspetto più emotivo portando il prima serata la disperazione degli italiani dando al programma quel tocco di “emotainment” che manca al giorno d’oggi.

Insomma, l’Italia Domanda eccome. Però le risposte non le vuole da Canale5.

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