Vero TV, una realtà rassicurante (con tutti i suoi limiti)

Chiariamoci subito: Vero TV (o Vero Capri, ancora non si capisce quale sia il nome ufficiale) non è certo l’emittente dell’anno. L’offerta proposta non è qualitativamente rilevante e se esistessero ancora, non meriterebbe nemmeno una nomination ai vecchi e cari Telegatti. Però non si puo’ obiettare che la rete di Guido Veneziani (ma guidata dal direttore artistico Maurizio Costanzo) stia mettendo in pratica una strategia vincente per raggiungere una determinata fascia di pubblico.

Il palinsesto attuale di Vero TV, che per 24 ore propone talk in diretta intervallati da telenovelas storiche di spicco (ereditate da Lady Channel) e film in prima serata, ricorda molto quello della vecchia Rete4, quella dei primi anni novanta, che ancora aveva una sua identità; l’idea del contenitore televisivo che accoglie lo spettatore dalla mattina alla sera parlando del più e del meno e fondamentalmente del nulla ha sì un’impronta molto vintage (ricorda il vecchio Buona giornata di Patrizia Rossetti, sempre su Rete4), ma per la massaia che vive tra la cucina e il televisore, magari non particolarmente acculturata o semplicemente interessata a sentire chiacchiere leggere in sottofondo è un’ottima via di fuga dagli storici talk pomeridiani della generalista, che a furia di parlare di cronaca nera sono diventati ormai insopportabili succursali di telegiornali.

L’aspetto vincente di Vero TV è anche l’effetto rassicurante che il susseguirsi dei talk, tutti molto simili e divisi tra loro e suddivisi in base all’argomento (Chiacchiere, Attualità, Cucina, Viaggi), trasmette allo spettatore; e l’aspetto rassicurante, a causa dei ritmi sempre più serrati richiesti dalle tv principali, è un elemento che ormai la tv generalista ha perso.  Altro elemento positivo dell’emittente sono le conduzioni di una serie di professionisti della televisione rimasti fuori dai palinsesti delle reti principali. È grazie a Vero che colonne della tv come Marisa Laurito, Maria Teresa Ruta, Laura Freddi o Corrado Tedeschi o anche un volto promettente come Margherita Zanatta possono rincontrare il loro pubblico, anche se effettivamente vedere Marco Columbro cucinare la trota salmonata insieme a Roberta Beta non rende giustizia alla sua gloriosa carriera.

Vero TV è quindi una realtà che si sta affermando senza grosse pretese, e a parte alcune cadute di stile come una rubrica di giornalismo assegnata ad Emilio Fede, idea fortunatamente accantonata dopo poco tempo, o un’oscena copia di Paperissima Sprint intitolata Pescati dalla rete condotta da Eva Henger, nel suo piccolo merita un posto nel frammentario panorama televisivo molto più di tanti altri canali ben più blasonati.

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