Michele Misseri, l’assassino che grida la sua colpevolezza in tv

Michele Misseri in collegamento con Domenica Live, 16 dicembre 2012

Michele Misseri è un assassino? Ha ucciso lui Sarah Scazzi? Non lo so, come non lo sanno i tanti giornalisti che in questi giorni si siedono di fianco a lui per intervistarlo e chiedergli di ripetere per l’ennesima volta in tv come, a detta sua, avrebbe ucciso quella ragazzina e per quale motivo. Ho assistito oggi, tra il nauseato e l’inorridito, all’ennesima apparizione pubblica (a Domenica Live, su Canale5) di un uomo che sostiene di essere un assassino e che, oltre ad essere a piede libero – ma non ci permettiamo certo di sindacare sulle decisioni della giustizia -, viene accolto in tv come una sorta di trofeo da esporre, se non addirittura come un eroe che ha il diritto e dovere di “difendersi”.

E’ senz’altro vero che, negli ultimi anni, la tv ha avuto un ruolo di primo piano in svariati casi di (mala)giustizia, ma c’è un limite del diritto di cronaca e del buongusto che nel caso Scazzi è stato superato fin dall’inizio. Se filmati e testimonianze mostrati nei telegiornali e nelle trasmissioni d’informazione possono essere tollerati, da qualcuno addirittura graditi, le interviste a Michele Misseri hanno uno squallore che va oltre l’umana accettazione. L’iniziale pietà verso un uomo che potrebbe non aver commesso il fatto è stata spazzata via dal fastidio verso i suoi macabri racconti, veri o finti che siano, incalzati sempre dagli stessi giornalisti attratti dall’audience.

Michele Misseri è protagonista di un teatro dell’assurdo, di un delirio senza senso portato all’eccesso dalla tv. Misseri, spinto dal personaggio televisivo di turno, grida la sua colpevolezza, chiede di essere messo in galera al posto della moglie e della figlia che lui stesso ha accusato per colpa di “cattivi consigli”. E’ riuscito a farlo in un’aula di tribunale solo di recente, dopo che per anni gli è stato permesso di farlo sul piccolo schermo. E ora che i suoi propositi sono stati messi in atto nelle giuste sedi, l’attenzione nei suoi confronti non si è minimamente placata, ma è addirittura aumentata.

Oggi, oltre all’ennesima ripetizione della modalità di uccisione dell’ “angelo biondo”, l’abbiamo sentito confessare in diretta di aver subito abusi (di ogni tipo) quando era in tenera età, sotto il fico dove ha poi bruciato i vestiti di Sarah. Segreti che non conoscevano nemmeno la moglie e le figlie. E l’abbiamo sentito promettere di andare a bussare alla porta di Concetta, madre di Sarah, per chiederle scusa.

L’ennesima conferma, per molta gente, che “un uomo così buono non avrebbe mai potuto fare del male a nessuno“. E la beatificazione continua, per il disgusto della sottoscritta e di chi non dimentica che esiste anche il reato di soppressione di cadavere, del quale questo “eroe televisivo” si è macchiato e sul quale gli stessi inquirenti non hanno alcun dubbio.

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